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domenica 24 settembre 2017

❀ L'amica intervista: Tom Avito, autore di Destino inatteso

Buona domenica! Oggi nella nostra rubrica dedicata alle interviste, conosciamo Tom Avito, autore di Destino inatteso, un libro molto interessante che parla di spionaggio e che è incredibilmente attuale. Conosciamolo meglio attraverso le sue risposte!


INTERVISTA

TOM AVITO

Salve Tom, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuto!

Grazie a voi per avermi concesso quest’opportunità. E’ un piacere.


1 - Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato seriamente a farlo?

E’ passata una decina d’anni dal mio primo racconto breve. Un giorno decisi di dare quelle poche pagine ad alcune persone per riceverne un parere. Quando un’amica mi confidò che leggendole si era emozionata tanto, arrivando alle lacrime, capii che potevo trasmettere qualcosa d'importante: emozioni! Cos’è la vita se non una sequenza continua di emozioni? Cosa sono le emozioni se non la forza propulsiva delle nostre azioni? Ecco perché scrivo.

2 - Cosa rappresenta per te questo romanzo? Perché hai scelto il genere dello spionaggio?

E’ la mia opera prima quindi un traguardo importante, “La prova del fuoco!”. Un’esperienza fondamentale, dalla quale aspettavo riscontri che mi permettessero di capire se potessi ambire a scrivere ancora, o se fosse meglio desistere. Dai ritorni avuti da parte di lettori non direttamente legati alle mie amicizie o parentele, quindi i più disinteressati, penso di poter azzardare ancora l’uso della penna.
Azione e spy-story hanno la capacità di catapultarmi in un’altra dimensione come nessun altro genere letterario. Hanno la caratteristica di trasportarmi in modo appassionato, regalandomi la giusta leggerezza mentale necessaria nell’approccio alla lettura. Mi risultano in definitiva accattivanti, trasmettendomi le giuste emozioni. Rimango affascinato alcune volte dall’intreccio delle trame ideate dai maestri del genere. 

domenica 10 settembre 2017

❀ L'amica intervista: Roberto Ottonelli, autore di Il diavolo dentro

Buongiorno e buona domenica! Ci ritroviamo con l'appuntamento dedicato alle interviste. Oggi parliamo con Roberto Ottonelli, autore di un romanzo pubblicato con Delos Digital, intitolato Il diavolo dentro. Una storia che riprende la realtà, aggiungendo ad essa la creatività dell'autore per raccontare una storia non facile ma che può essere molto interessante.
Curiosi? Allora l'intervista!


INTERVISTA

ROberto ottonelli
Salve Roberto, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuto!


1 - Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato seriamente a farlo?

Grazie del benvenuto e dell’opportunità! Scrivere è qualcosa che mi dà la possibilità di estraniarmi da tutto e vivere insieme ai miei personaggi. 
Ti direi che ho iniziato a scrivere seriamente dopo l’incontro con Franco Forte col quale ho trascorso una giornata intera e mi ha aperto un mondo a me sconosciuto. Mi ha reso chiara per la prima volta la differenza fra scrivere per diletto e rivolgersi a un potenziale pubblico. Una delle regole d’oro è di condurre per mano il lettore, non tradire mai le sue aspettative, farlo restare lì con te senza perderlo mai. Ad esempio avevo scritto inizialmente un capitolo in prima e uno in terza persona. Senza tanti giri di parole mi ha fatto capire che in terza non riuscivo a mantenere un punto di vista, ero confuso e il risultato scadente. Mi sono rimboccato le maniche e ho riscritto tutto in prima, col rischio di utilizzare tanti punti di vista, ma mi sono sentito di correrlo. 

domenica 3 settembre 2017

❀ L'amica intervista: Filippo Semplici, autore di Ti guarderò morire

Buona domenica! Oggi inauguro una nuova rubrica che riguarderà le interviste agli autori, esordienti e non. Con questo spazio voglio aiutare i nuovi autori a farsi conoscere, perchè è questo il motivo originario per cui questo blog è nato, e dare la possibilità di esprimersi parlando di letteratura, di scrittura e di tutto quello che concerne questo mondo meraviglioso, di cui facciamo parte tutti.
Diamo il benvenuto a Filippo Semplici che oltre ad essere autore, è anche curatore di un blog che come il mio, si occupa di dare consigli e di ospitare proprio gli scrittori emergenti e non solo. Pronti a conoscerlo? 

INTERVISTA

Filippo Semplici

Salve Filippo, grazie di aver accettato questa intervista e benvenuto!

Grazie a te, per me è un onore essere tuo ospite!


1 - Cosa significa per te scrivere e quando hai iniziato seriamente a farlo?

Ricordo che il primo racconto l’ho battuto a macchina all’età di quattordici anni. Da allora non ho più smesso. La mia prima pubblicazione risale al 1999 con Fanucci, un breve racconto selezionato da Valerio Evangelisti. Successivamente ne sono seguite altre, tutte con editori diversi. 
Non mi piace filosofeggiare sui motivi che spingono uno scrittore a prendere carta e penna, ritengo che ognuno abbia i suoi, ed è giusto che sia così. 
Per quel che mi riguarda posso dire che quando scrivo parlo ai miei fantasmi, quelli che ho dentro e che lascio uscire di tanto in tanto. Ma siccome non sono tutti degli angioletti, preferisco decidere io sulle loro libere uscite.


2 - Cosa rappresenta per te questo romanzo? Perché lo hai scritto?

Mentirei se rispondessi che l’ho scritto solo per divertimento. In realtà l’ho fatto per paura e rabbia. 
Per paura: 
mi sono imbattuto in certe leggende urbane del web e dintorni, che ho voluto approfondire e mi hanno lasciato sconcertato, soprattutto perché alla fine, di leggende, hanno ben poco. Le cose che ho letto, gli approfondimenti che ho fatto, mi hanno messo a disagio, al punto che non ho scelto io di scrivere questa storia, ma ne sono stato costretto. 
Per rabbia: 
troppi episodi di cronaca, oggi, ci raccontano una realtà in cui le vittime di soprusi la pagano sempre cara, mentre i loro carnefici quasi mai. 
Questo romanzo è dunque un esorcismo contro la mia paura, e un grido di ribellione contro il mondo malato di oggi.