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venerdì 6 maggio 2016

Conquistata dal demonio. Tramonto di Viorica Cebotari Recensione

Buon venerdì cari lettori! La recensione di oggi riguarda l'ultimo capitolo di una trilogia scritta da Viorica Cebotari, intitolata Conquistata dal demonio. Ho letto Tramonto e sono rimasta assolutamente sorpresa. Per chi segue il blog sa quanto abbia apprezzato le idee di Viorica e la sua originalità ma in questa ultima prova ha superato se stessa!



Titolo: Conquistata dal demonio. Tramonto
Autore: Viorica Cebotari
Editore: Selfpublishing
Pagine: 570
Genere: Paranormal Romance
Prezzo: 0,99
Uscita: 2016

TRAMA


Le forze del male e dell’amore si scontrano in un finale epico. Seguaci di Ares e ancelle di Venere, Governatrici e Deimos: il destino sembra non stancarsi mai di mettere alla prova Emma e Daniel, con scioccanti rivelazioni e dolorose perdite. Il rapporto speciale che li unisce riuscirà a resistere alla tempesta, dimostrandosi più forte della vita e della morte?

















L’ultimo capitolo della trilogia Conquistata dal demonio, scritta da Viorica Cebotari, intitolato Tramonto, è stato una lettura incalzante e ancora una volta sorprendente. 
Non starò qui a ripetermi, raccontando nuovamente le vicende che hanno preceduto questo status finale, perché se vi siete persi qualcosa, potete leggere le due recensioni precedenti e vi renderete subito conto che vi trovate davanti un romanzo assolutamente diverso da tutti gli altri, un connubio di idee originali e di una buona ed intrigante scrittura capace, a mio sorpresa, di passare dalle descrizioni più lente ed incentrate principalmente sull’aspetto romantico e dolce della storia, a quelle più irruente, in cui è l’azione a farla da padrona. 
Ed è proprio questo che il lettore affronta in Tramonto. Uno sprint di azioni piene di forza e di velocità che si susseguono l’una dietro l’altra, tra le quali ciò che emerge incontrastato e prolifico, è soltanto il pericolo e il rischio immenso e distruttivo contro il quale la protagonista è costretta a combattere continuamente. 
Emma è stata rapita e condotta da Sandro, quello che un tempo credeva un amico ed ora un seguace di Ares, alla Corte degli Aresiani, dove farà una serie di nuove conoscenze, tra cui quella di Carlos che tenterà in qualche modo di proteggerla nientemeno che da chi? Proprio da Daniel, suo marito, lo splendido ed ammaliante Demonio che nei primi due capitoli, prima l’aveva conquistata e poi fatta capitolare totalmente tra le sue braccia fino a condurla al matrimonio, sfidando qualsiasi legge possibile ed impossibile che non prevede nessun legame d’affetto tra un Aresiano ed un ancella di Venere.
Stavo vivendo un incubo. No. Mi correggo. Nessun incubo poteva essere così doloroso. 
La storia che ha creato Viorica è qualcosa di assolutamente originale, non mi stancherò mai di ripeterlo. Una scrittura fluida, essenziale, che in questa ultima prova mi ha meravigliato per la sua concretezza e capacità d’azione. 
Insomma non mi aspettavo un cambio di registro del genere, a questi livelli, livelli che ci tengo a sottolineare, sono rimasti alti; non mi aspettavo una tale preparazione e malleabilità, capacità di cambiare e di adattarsi ad una serie di risvolti che rendono la storia di Emma e Daniel assolutamente sorprendente. 
Mi viene voglia di chiedere all’autrice da dove abbia scovato tutte queste idee! La sua mente deve essere una bomba! 
Diciamocela tutta e siamo onesti fino in fondo. Il primo romanzo mi ha totalmente sconquassato, sapete cosa vuol dire? Mi ha rapito il cuore e mi ha catturato, facendomi sentire la mancanza dei personaggi e del loro mondo. Il secondo mi aveva lasciato un attimo perplessa per una serie di aspetti che però non hanno minato la mia curiosità e il mio interesse per questa storia che già nel finale di allora si prospettava carica di possibilità e di aspettative. Però… Cara Viorica, c’è un però! Mi hai lasciata esterrefatta perché non potevo proprio immaginare, nonostante le sensazioni e quel senso di premonizione, che ci fossero delle grandi sorprese, che la tua storia prendesse questa piega così inaspettata, forte, dinamica, entusiasmante. 
In altre parole, se volete che ve lo dica ancora più chiaramente, con Tramonto, l’autrice ha superato se stessa, ha superato tutto quello che aveva scritto, donando alle sue creature una storia degna della loro potenza narrativa e del loro significato.
A un certo punto, si protese verso di lei e diede un bacio sensuale sul suo collo. Qualcosa di vitale si spezzò in me. Non il cuore, che picchiava furiosamente contro le costole, provocandomi fitte atroci nel petto, e nemmeno i polmoni, che lottavano contro il nodo in gola che impediva all’ossigeno di filtrare. No… niente di tutto ciò. A spezzarsi era stata la mia anima. 
Ho adorato come inizia l’ultimo libro. La lotta tra Emma e Daniel. La scoperta che l’uomo che ha sposato non è giunto a Corte per salvarla ma per sottometterla. I suoi tradimenti, il suo carattere troppo arrogante, persino prepotente, rabbioso, violento… A tal punto che Emma comincia a dubitare che sia davvero lui nonostante fisicamente sia suo marito. Già questa trovata da parte dell’autrice mi ha fatto fare i salti di gioia. Ha creato suspense, inquietudine, e ha fatto crescere la curiosità a mille. Ed essendo proprio all’inizio del libro, ha contribuito a creare una base solida in grado di mantenere inalterato l’interesse di chi legge, perché credetemi la sorpresa è tanta ma la voglia di scoprire sale alle stelle! 
Insomma nuovi personaggi per nuovi intrighi si moltiplicano pagina dopo pagina. Gli aresiani, le ancelle di Venere, Ilaria, Leila e Adele che abbracciano con la loro presenza e il loro affetto la protagonista e poi c’è lui, inimitabile e contrastante: Daniel. 
Un personaggio che ho amato dalla prima all’ultima pagina. Anche il gemello cattivo, devo dire! Ops… piccolo spoiler ma perdonatemi, la bravura dell’autrice mi ha completamente mandato fuori di testa. 

E dirò di più. Non me lo aspettavo, non mi aspettavo che Viorica Cebotari fosse capace di creare tutto questo. Non è facile scrivere un primo libro che conquista, un secondo che piace ed un terzo che spacca! Non è facile mostrare un’altra faccia di sé e automaticamente donarla anche al tuo romanzo, perché credetemi, dopo aver letto i primi due libri, pensavo a qualcosa di diverso, comunque bello, ma non di così eclatante ed esaltante. 
Emma è cresciuta, è sola e deve vedersela con il peggio del peggio, confidando solo sulle proprie forze. E’ un personaggio che ha carattere da vendere, tosta e determinata ma quando riconosce il suo Daniel, si scioglie come neve al sole. Quanto amo questa parte di lei! Rende tutto così languido e romantico ma nello stesso tempo intenso e profondo, vero. Lo stesso vale per lui, di cui è impossibile, per chi ama i personaggi forti e gli uomini con la U maiuscola, non sentirsi perse al suo cospetto. 
Cosa posso dire ancora se non lanciare fiamme di felicità attraverso queste pagine che sto scrivendo e non so neanche come. Troppo entusiasmo? In questo caso l’autrice lo merita e se volete vi elenco qualche motivo. Primo: ha scritto una storia bella, bella, bella. Secondo: so che non è stato facile, conosco le sue paure, conosco la fatica e badate bene, la dedizione. Sapete cosa vuol dire? La dedizione con cui ha scritto questa storia, la cura, il rispetto, la forza che ci ha messo per renderlo indimenticabile. Ed io glielo voglio proprio dire, senza mezze misure e senza giri di parole. Per il primo libro scrissi che era imperdibile, adesso avendo letto l’intera trilogia, posso dirlo, sì, è indimenticabile.

mercoledì 23 settembre 2015

Conquistata dal demonio 2 - Alba di Viorica Cebotari Recensione

Buon mercoledì cari lettori! Ancora una recensione, questa volta dedicata alla lettura del secondo volume della saga scritta da Viorica Cebotari, intitolata Conquistata dal demonio. Nel libro Alba, ritroviamo Emma e Daniel alle prese con l’evolversi della loro tormentata e contrastata storia d’amore e soprattutto il loro scontrasti con i numerosi pericoli che devono affrontare.

La recensione al primo volume, potete leggerla qui.



Titolo: Conquistata dal demonio-Alba
Autore: Viorica Cebotari
Editore: Selfpublishing
Pagine: 414
Genere: Paranormal Romance
Prezzo: € 0,99
Uscita: 2015
Link acquisto

         

Emma e Daniel si amano, ma appartengono a due mondi diversi. Se decideranno di provare a stare comunque insieme, uno dei due dovrà tradire il proprio clan. Brianna, la più affascinante e pericolosa tra gli aresiani, costringerà la coppia a vivere nel terrore. La resa dei conti sembra aprire per Emma nuovi orizzonti, all’alba di una nuova esistenza. Altri incubi però minacciano la sua relazione con Daniel.

Viorica Cebotari, di origini moldave trasferita in Italia per amore all'età di diciannove anni, vive tuttora a San Giorgio del Sannio (Bn) con il proprio compagno e il bellissimo figlio di due anni. Da sempre un'accanita lettrice, di recente scopre la passione per la scrittura. E così, quasi per sfida, che nasce una storia tutta sua e prende forma la prima saga dal titolo "Conquistata dal demonio". Attualmente lavora come impiegata amministrativa in una azienda, dedicando alla scrittura le prime luci dell'alba e ogni ritaglio del suo tempo libero.




Conquistata dal demonio-Alba è il secondo capitolo della saga scritta da Viorica Cebotari  che come anticipato nel primo volume, si occupa di continuare la storia tormentata tra Emma e Daniel, rispettivamente una futura ancella di Venere e un seguace di Ares.

Abbiamo lasciato Emma sola e disperata, aiutata soltanto dalle tre sorelle Castaldi, anch’esse ancelle, che le sono continuamente accanto nella speranza di sollevarla dalla depressione in cui sembra essere piombata dopo che Daniel l’ha lasciata.

“Ti sei consegnata tra le sue braccia di tua spontanea volontà, e lui ha rinunciato ad averti. E’ contro la natura aresiana.”

Ebbene, sì, quello che sembrava l’uomo dei suoi sogni e con il quale aveva iniziato a condividere un legame molto particolare fatto di forte attrazione ma anche di battute e di punzecchiamenti ironici ma soprattutto di sfuriate e di fughe improvvise, decide senza preavviso alcuno di scomparire, lasciandola assolutamente vuota ed inerme di fronte ad una triste e inaccettabile consapevolezza: Daniel afferma di non essere alla sua altezza.
La giovane donna, nonostante il sostegno profondo e sincero delle amiche, non riesce proprio a farsene una ragione a tal punto che a causa della sua natura non propriamente umana, si ammala di tristezza, cominciando a perdere peso in maniera pericolosa e raffreddando addirittura il suo cuore a causa della perdita e del dolore per la lontananza del suo Daniel.

“Stanchezza, sonnolenza e… e ipotermia. Metaforicamente parlando, ti si sta congelando il cuore.”

E nel momento in cui tutto sembra irrimediabilmente perduto Emma si accorge che in realtà il suo innamorato non si è mai allontanato per davvero ma l’ha sempre protetta, tenendo costantemente la sua persona sotto controllo.

“E’ partito lui, come sono partita io per i Caraibi. Non metterebbe mai un oceano tra di noi, sapendo che Brianna mi sta dando la caccia. E vi assicuro che quei due delinquenti sono arrivati all’ospedale per mano sua.”

I due naturalmente, si incontreranno nuovamente, ed inizierà per davvero la tanto agognata storia d’amore che già nel primo volume prometteva scintille.
Scintille e fiamme in tutti i sensi perché Emma e Daniel hanno due caratteri molto forti e combattivi, sono creature soprannaturali che si oppongono sia per natura che per mentalità: il primo è un aresiano e come tale la sua natura lo spinge verso il male, la rabbia, l’odio ed il dolore mentre Emma sta per diventare un’ancella e nonostante la sua natura ancora umana, conserva dentro di sè poteri straordinari che in futuro diventeranno simbolo e rappresentazione dell’amore in tutte le sue forme.
Insomma, come possono due esseri così contrastanti, amarsi e pensare ad un futuro insieme, soprattutto quando c’è alle porte una vera e propria guerra votata alla distruzione di colei che è nata per diventare la nuova governatrice?

“Emma, tu sarai un’ancella di Venere, il candore. Io sono l’essere più spregevole dell’intero universo.”

Viorica Cebotari, per la seconda volta, mi ha preso per mano, con sicurezza e dolcezza, e mi ha condotto nel suo mondo e questa volta, devo dire, ha un po’ allentato la presa.
La parte iniziale del romanzo è più lenta, concentrata sui ritmi di Emma e sulla sua indolente risalita dal baratro della delusione e della solitudine. Lo stile dell’autrice non si smentisce, il linguaggio è pulito, chiaro, le descrizioni sono sempre ai massimi livelli ma ho preferito di gran lunga la seconda parte, quella dedicata allo scontro vero e proprio e all’azione.
Mi rendo anche conto che la descrizione dell’evoluzione del rapporto tra Emma e Daniel era assolutamente necessaria e Viorica ci ha davvero messo tutta se stessa sia nella spiegazione di come il legame diventa sempre più inossidabile e sia nell’avvicinamento fisico dei due protagonisti che tanto mi aveva fatto sospirare nel primo volume.

Daniel è cocciuto ed intransigente. Per lui il loro primo bacio deve avvenire in un momento preciso perché sarà un vero e proprio evento indimenticabile, per entrambi, che avrà addirittura un riverbero nell’universo intero.
Molto bella la descrizione del momento in cui, dopo tanto penare (soprattutto di Emma), le labbra dei giovani amanti si uniscono creando un vero e proprio terremoto stellare, che avvinghia i loro corpi ad un’attrazione irrefrenabile.

“Quindi non scherzava nel dire che il primo bacio avrebbe dato origine a un legame mistico, vincolante per l’eternità.”

L’autrice dimostra bravura nello scrivere sia le scene più lente che quelle dedicate all’azione ma soprattutto riesce con delicatezza e passione a raccontare senza pudore ma con trasporto, gli attimi più caldi che uniscono finalmente i corpi dei protagonisti, dimostrando il bisogno  narrativo dell’assoluzione di quel legame e il suo viverlo fino in fondo.
Senza quel pezzo, il romanzo avrebbe perso qualcosa che invece recupera in maniera completa e sentita.

La loro storia è sempre impuntata sull’ironia e su una sorta di dispetto che i due si scambiano in continuazione e che serve a tenere alta la curiosità e l’interesse. Insomma Emma e Daniel non sono assolutamente due personaggi piatti, sprizzano vitalità da tutti i pori e nei loro momenti insieme si alternano le gesta più dolci e amorevoli con quelle più intraprendenti e sensuali, senza mai tralasciare l’aspetto scherzoso e divertente che non fa mai perdere al romanzo verve e simpatia.

Viorca Cebotari crea una storia ricca di colpi di scena, mettendo in scena un fantasy che non è solo questo ma è anche un romanzo capace di intrattenere al di là delle sue connotazioni tipicamente soprannaturali.
In questo secondo volume prende il sopravvento la storia d’amore, vissuta con intensità e coinvolgimento. I due protagonisti annegano completamente nel mare della passione e del sesso, mostrando un’altra faccia della scrittura dell’autrice che nemmeno in questo caso delude.
Il tutto è portato avanti con il medesimo rigore riscontrato nel primo romanzo, con pazienza, cura e dovizia. Emma e Daniel non sono personaggi facili da gestire come non lo è la storia. La sua originalità permane e in questa parte viene ancora di più fuori soprattutto grazie all’avvento di nuovi personaggi, alcuni assolutamente impensabili.
Ci sono segreti da svelare, misteri contorti, paure e passioni che sembrano incatenare i protagonisti che vivono sempre sull’orlo del precipizio le azioni.

L’autrice ha scelto per loro una serie di eventi davvero toccanti sia dal punto di vista emotivo che quello pratico. L’amore resta il punto centrale ma attorno ad esso si muovono altri sentimenti che tentano di oscurarne il trono.

“Ti amo, Daniel. E dovunque io vada a finire, tornerò da te. Dovessi rovesciare l’intero universo, tornerò da te.”

Rispetto al primo volume, qui sono stata leggermente meno coinvolta, notando qualche calo di intensità e anche di partecipazione da parte mia, quale sdolcinatezza di troppo che sempre a mio parere, non si addice ai personaggi, almeno come li ricordavo nel primo libro.
E’ anche vero che ci sarà un evento straordinario che cambierà totalmente la vita di Emma e di Daniel unendoli indissolubilmente e proprio la presenza di questo aspetto ha secondo me svilito di intensità e di prontezza la storia, rendendola un po’ troppo morbida e malleabile.
Precedentemente, forse perché era l’inizio, c’era più azione, più sconvolgimento, più panico e sostanziale ansia, molti passi ti mozzavano il respiro e ti prendevano senza possibilità di scampo.
Anche qui ci sono ma sono pochi mentre tutto il resto sembra essere temperato.
C’è da dire che di solito il seguito di un primo romanzo, soprattutto quando si tratta del secondo, in attesa del terzo, è sempre un passaggio ed è a volte un po’ meno carico, proprio perché fondato principalmente sulla spiegazione di ciò che c’è stato e sulla preparazione di ciò che avverrà in seguito.

Ma nonostante queste piccole perplessità, il finale mi ha totalmente sorpresa ed è per questo che ringrazio ancora una volta Viorica per la fiducia e per avermi affidato la lettura del suo romanzo, che ho letto con curiosità e con sincerità.
La sospensione, la segretezza, la nuova particolare scoperta che avviene proprio nelle ultime pagine riscatta anche i momenti meno entusiasmanti e prepara un capitolo finale che si prospetta fulminante. Ed io ci sarò!



domenica 7 giugno 2015

Intervista a Viorica Cebotari, aurtice di Conquistata dal demonio vol.1

Buona domenica! Oggi dedico questo post all’intervista ad un’autrice esordiente a cui tengo molto perché è una persona dolcissima e meritevole soprattutto perché il libro che ha scritto mi è piaciuto moltissimo. Di seguito troverete le mie domande a Viorica Cebotari, autrice di Conquistata dal demonio, primo volume di una saga composta da tre libri, di cui l’ultimo è in lavorazione.

Per chi si fosse perso la recensione, può leggerla qui.

Leggete e lasciatemi un commento se vi va!
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Ciao Viorica, grazie per aver accettato questa intervista.


1 - Com’è nato l’amore per la scrittura e quando hai iniziato a dedicarti seriamente ad essa?

Innanzitutto, Antonietta, grazie di cuore per questa calda ospitalità. Per me è un grande onore essere intervistata da te. Ora, tornando alla tua domanda, non sapevo di avere la passione per la scrittura fino a quando la storia d’amore tra Emma e Daniel non è sbocciata nella mia mente. Sono stati loro a destarla dallo stato latente e alimentarla man mano che scrivevo le loro avventure fino a renderla essenziale per la mia serenità mentale. Sì, perché se passa un solo giorno senza scrivere almeno una frase, mi sento in astinenza e nervosa come se soffrissi di una tremenda sete e non trovassi un goccio d’acqua in casa. Avevo deciso di dedicarmi seriamente alla scrittura nel momento in cui sono tornata indietro a rileggere il primo capitolo. Ho provato non poche difficoltà a seguirne il filo; era scritto male, privo di scorrevolezza e ripetitivo. La mia fantasia non ha limiti dall’età di due anni, quando inventavo draghi e principesse che mi tenessero compagnia,  però non possedevo gli strumenti giusti per narrarla. Per cui ho accantonato a metà la stesura del primo volume e ho iniziato a studiare diversi manuali di scrittura narrativa, nonché il vocabolario e le nozioni della grammatica. Poi avevo ripreso il romanzo da principio, applicando le nuove regole apprese sulla tecnica. Spero vivamente di averlo migliorato.

2 – Perché hai scelto di scrivere un Fantasy?

Non sono stata io a scegliere, ma la storia stessa. Io sono soltanto una spettatrice con l’obbligo di tramandare al lettore attraverso una tastiera la straordinarietà del rapporto tra Emma e Daniel. Non ho mai dettato le regole. Sono i personaggi a narrarmi le loro vite. Per cui, non è detto che un domani… non ci siano nuovi personaggi, nuovo genere letterario.

3 – Quali difficoltà hai incontrato nella stesura?

Non essendo madrelingua trascorro molto tempo a cercare la terminologia giusta che esprima appieno un concetto, una sensazione o una reazione.  Sono molto pignola per natura. A volte per scrivere una pagina impiego anche più di cinque ore. Tuttavia, ho notato che proprio durante queste ricerche mi accorgo delle eventuali incongruenze presenti nel testo, che nella frenesia di riversare la fantasia su carta, mi erano sfuggiti. Qui calzano a pennello due proverbi: Non tutto il male viene per nuocere e chi va piano, va sano e va lontano. 
 
4 – C’è stato un momento in cui hai pensato di abbandonare tutto?

Abbandonare no, però ho vissuto un grande sconforto nel momento in cui ho iniziato a editare il manoscritto. Lì ho compreso che avevo ancora tanto, ma proprio tanto da imparare sul mondo della scrittura. Non per niente ho dedicato altri sei mesi soltanto alla revisione.

5 – Raccontaci la natura intima e profonda del tuo romanzo.

Il motivo che mi ha spinta a scrivere questo romanzo era stato un particolare periodo felice che stavo vivendo. Mi ero resa conto che il mio compagno mi ama al punto da mettere il mio benessere davanti al suo. E questa, secondo me, supera di gran lunga tutte le dichiarazioni d’amore espresse a parole che, per usare un’espressione abusata, il vento può sempre portarle via. Per questo avevo scelto di scrivere in prima persona; desideravo trasmettere attraverso Emma ogni mia sensazione e ogni emozione che mi pervadeva l’anima. Avevo bisogno di condividere, infondere nel lettore la speranza che anche un amore impossibile può esistere e diventare immortale. Da qui in effetti nasce la scintilla di narrare una storia a sfondo fantastico e incentrarla su una dura lotta non soltanto tra i protagonisti, perché al mondo niente è facile da conquistare e tutto ha un prezzo. Soprattutto l’immortalità, che si tratti di un sentimento, di un’anima o di una speranza.

6 – Ti sei ispirata a qualcuno per la creazione dei personaggi di Emma e Daniel?

Non mi sono ispirata a nessuno. Sono personaggi spontanei, nati nella straordinarietà. Per dirla in altri termini: si sono presentati loro stessi alla mia porta.   

 7 –Daniel è un personaggio molto complesso. Quanto lo ami e quanto lo odi?

Parto subito con: non potrò mai odiare Daniel. Dietro ogni sua azione c’è una valida motivazione. Se ti infligge un piccolo dolore oggi, probabilmente è per risparmiartene uno più grande domani, oppure, per come lo conosco io, non è altro che la punta acuminata della sua vendetta perfetta. Lasciare impuniti non è tra le sue abitudini. Daniel è l’incarnazione del fascino misterioso, una calamita per i sensi, per cui non si ha scampo e ci si impiglia facilmente nella sua rete di conquistatore infallibile. Con lui il libero arbitrio è un concetto astratto. Lo si ama e basta. 

8 – “Ancelle di Venere” e “Seguaci di Ares”. Per quale motivo hai scelto queste creature come protagoniste del tuo romanzo?

La mitologia greca mi ha sempre affascinata, e in special modo l’amore clandestino tra Afrodite e Ares. Si narra che tra tutti gli amanti di lei, lui sia stato il suo vero amore, la sua debolezza. E siccome ho da subito considerato tutti i miei personaggi, nessuno escluso, creature speciali, era un mio dovere inderogabile munirli di una veste nuova, contraddistinguerli dal popolo fantasy che gremisce oggi le nostre librerie. Volevo che fossero unici, che rimanessero impressi nella memoria del lettore proprio per la loro peculiarità. 

9 –“Conquistata dal demonio” è un titolo molto rischioso. Raccontaci il motivo della scelta e chiarisci la definizione di “demonio”.

Che fosse rischioso il titolo l’ho scoperto soltanto dopo la pubblicazione. Avevo scelto il termine “Demonio” per suscitare curiosità e quasi per ironia dal momento che Emma,in seguito alle prime vessazioni subite, soprannomina il nuovo primario di neurochirurgia in questo modo. Una bugia che racconta a se stessa perché inconsciamente avverte sin dal principio un’attrazione arcana, ossia viene conquistata dalla potenza sovrumana di Daniel nell’attimo in cui incrocia per la prima volta il suo sguardo, però da testarda che è, ignora i segnali e sceglie di associare questa sensazione all’odio che lei si illude di covare.

10 –L’amore è il protagonista. Cosa pensa Viorica Cebotari dell’Amore?

Cosa penso? Beh… che senza di esso regnerebbero  il caos e la violenza e il mondo perirebbe, per citare Leila, uno dei personaggi del romanzo. L’amore è l’equilibrio ed è collegato alla sofferenza in maniera intrinseca. Non può esistere il nero senza il bianco, come non può esistere il freddo senza il caldo. Uno senza l’altro sarebbe impossibile coglierne la differenza, come d’altronde non si potrebbe apprezzare la luce senza aver mai visto l’oscurità.  L’amore vero è il sentimento che non ti spezza le ali ma ti dà la spinta per volare più in alto, è l’unico sentimento in grado di vedere le lacrime dell’anima prima che gli occhi della persona amata le versino. Quel sentimento che può dare la forza di scalare una montagna a mani nude o cambiare l’indole di una persona nel giro di un attimo.

11- Se potessi scegliere una Casa Editrice importante con la quale pubblicare, quale sceglieresti e perché?

Ho letto fino a oggi centinaia di romanzi ma non ho mai badato alla Casa Editrice che li ha pubblicati. Per me, non importa il marchio ma quante persone leggono le tue parole.  Io desidero solo questo: che Emma e Daniel conquistino più cuori possibili. Ma se proprio devo nominarne una, la prima che mi viene mente è Rizzoli, semplicemente perché mi piace come suona il nome.

12 – Cosa significa per te questo romanzo?

Questo romanzo ha dato una svolta  importante alla mia vita, mi ha aiutata a imboccare la strada giusta per me stessa. Fino a tre anni fa ho convissuto con una sensazione d’incompletezza. Tutto ciò a cui mi ero dedicata non mi soddisfaceva mai appieno. Invece nell’attimo in cui ho scritto la prima frase del manoscritto si è aperta una diga dentro di me, sono stata pervasa da una tale leggerezza come se mi togliessero un peso dal cuore. Emma e Daniel sono stati, in un certo senso, i miei salvatori.    

13 – Ad oggi con la pubblicazione, ti sei pentita di qualcosa e vorresti cambiarla?

Sinceramente no, perché ho come l’impressione che anche a cambiare un paragrafo potrebbe stravolgere il decorso della storia o addirittura spezzare la vita di un personaggio. Tante volte mi è capitato di avere un’idea mentre guido l’auto o semplicemente attendendo in fila alla cassa di un supermercato, per poi arrivare a casa e scoprire, non appena aperto il file del manoscritto, che la brillante idea veniva subito bocciata dai personaggi. Come ho già accennato prima, non ho alcun potere di decisione sulle loro sorti.

14 – Chi è Viorica Cebotari nella vita di tutti i giorni?

Innanzitutto la mamma di un piccolo monello di due anni e mezzo, una moglie che negli ultimi tempi trascura un po’ troppo il marito perché anche quando non scrive ha la testa concentrata soltanto sul romanzo, uno spirito allegro che adora le chiacchiere tra le amiche dinanzi a un caffè, un’ accanita sostenitrice dell’amore vero e un’ inguaribile sognatrice.

15 – Quali sono i tuoi autori preferiti?

Ho tanti autori preferiti, a partire da Charlotte Brontë con la sua Jane Eyre. È stata lei la prima a mostrarmi l’ingresso nel magico mondo della lettura. Avevo solo dodici anni e da allora la brama di scoprire nuove storie, vivere altre mille avventure non mi ha mai abbandonata. Erri De Luca è un altro autore che preferisco perché con la semplicità delle sue parole è in grado di farmi ridere e piangere, disperata nello stesso paragrafo. Vorrei un giorno saper scrivere come lui. 

16 – Cosa provi quando scrivi?

Evasione mentale. La mia realtà frenetica non esiste più. Anzi, io stessa non esisto più. È come se aprissi la porta di un mondo segreto pieno di sorprese del quale possiedo soltanto io la chiave. Mi immergo nella storia al punto da lasciarmi trasportare dal susseguirsi degli eventi e sopraffare dal  flusso delle emozioni dei personaggi, come ridere, arrabbiarsi, soffrire o piangere assieme a loro.  

17 – Se dovessi dedicare il tuo romanzo a qualcuno, a chi lo dedicheresti?

Al mio compagno che non ha mai smesso di credere in me e sebbene non trovi mai le parole per incoraggiare o adulare, ma che con i fatti si è sempre dimostrato il migliore. A mia sorella che ha la pazienza di sopportarmi, di non offendersi mai e di essere la mia prima fan oltre a spronarmi in tutto ciò che faccio. E a tutti i lettori che hanno trovato il tempo per leggere il mio romanzo, cogliendo l’occasione di ringraziare ognuno col cuore in mano.

18 – Ti chiedo di lasciarci con una citazione del tuo romanzo, che vuoi che i lettori leggano.

«Luce della mia anima oscura, tu hai trasformato in paradiso il mio inferno. Hai riscaldato il sangue che ora mi scorre nelle vene, generato sentimenti che non avrei mai sperato di vivere, come la gelosia, la paura o il dolore. Amore mio, sono invisibile senza di te. Riesci a capirlo o no?»

19 – L’ultima domanda è bianca. Scegli tu stessa cosa dire a chi ti sta leggendo. Qualsiasi cosa che per te abbia un senso.


Più di qualcosa che abbia un senso, vorrei rispondere a cosa non ce l’ha. Una delle mie più ferree convinzioni è che non ha senso vivere nell’illusione. Non ha senso chiudere gli occhi davanti all’evidenza, come non ha senso accumulare e ignorare il dolore in silenzio perché col tempo corrode l’anima. Cito le parole di Fiorella Mannoia nel brano “I dubbi dell’amore” che secondo me rispecchiano tutti i sintomi di un’illusione:  “Ma se domani io, mi accorgessi che ci stiamo sopportando e capissi che non stiamo più parlando, ti guardassi e non ti conoscessi più, io dipingerei di colori i muri e stelle sul soffitto.”