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venerdì 3 aprile 2026

Recensione: KISS ME di Manuela Salvi

Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Fandango, oggi vi parlo di Kiss me di Manuela Salvi.

kiss me

di Manuela Salvi
Editore: Fandango
Pagine: 300
GENERE: Contemporary Romance
Prezzo: 9,99€ - 18,00
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2026
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 

Trama:
Maya e Lucas, studenti in una scuola d’arte lontano da casa, sembrano appartenere a mondi opposti: lei viene da una famiglia umile, lui da un ambiente ricco e privilegiato. Un incontro casuale li costringe però a guardarsi davvero e a scoprire una profonda affinità, fatta di aspettative familiari opprimenti e segreti nascosti. La loro relazione diventa un legame potente e travolgente che li spinge a rimettere in discussione identità, sogni e futuro, mentre cercano, insieme a nuovi amici, di reinventare il proprio percorso di vita.

RECENSIONE

Kiss me di Manuela Salvi è un romanzo di formazione, è una storia d'amore ma è anche un percorso che ci accomuna un po' tutti. Una strada che ognuno di noi ha attraversato con le emozioni appese agli occhi e con i sentimenti che ci hanno divorato lo stomaco. L'adolescenza è il periodo più informe della vita, quello in cui la nostra sensibilità è alle stelle ed è quello che ci rende fragili, quasi vetri crepati davanti all'indulgenza dell'esistenza. Non è il classico romanzo di formazione, né una banale storia d'amore adolescenziale. L'adolescenza è l'età in cui si smette di essere bambini e si cerca disperatamente di capire chi si è destinati a diventare. Il senso di smarrimento è così devastante da renderci incapaci di vedere oltre la punta del nostro naso. 

In quei giorni febbrili in cui cerchiamo di essere avidamente qualcosa, che continuamente ci sfugge dalle mani, la ricerca dell'identità e il peso schiacciante delle aspettative ci fanno rotolare verso il basso senza appigli che ci tengano in alto. Anni in cui da un lato c'è l'eredità culturale e il pressante desiderio delle famiglie di incanalare i figli verso un "posto fisso" e una normalità convenzionale; dall'altro, c'è la vocazione artistica, vista dai protagonisti come un salto nel buio spaventoso ma ineludibile. L'arte, nel libro, non è solo una disciplina studiata in un'accademia, ma un vero e proprio filtro attraverso cui decodificare se stessi e il mondo, una spinta vitale per cercare di "fare la vita arte". Ancora più potente e coraggiosa è la destrutturazione del concetto tradizionale di amore, attrazione e orientamento sessuale. 

L'autrice parla  dell'affetto nella sua forma più liquida, fluida e inclassificabile. Scopriamo senza mezzi termini o banalità, cosa accade quando due anime si riconoscono al di là di ogni logica o etichetta precostituita, celebrando la nascita del "Noi", un'entità intima e simbiotica che sfida le regole. La colonna sonora del libro, in cui ogni capitolo porta il titolo di una celebre canzone internazionale (soprattutto degli anni '90), diventa riflesso dell'emotività nostra e dei protagonisti amplificando in modo a volte anche doloroso i sentimenti divenuti spesso come crepe che sanguinano. 

Maya è una ragazza di provincia di origini armene che si sente perennemente inadeguata, artisticamente acerba e sempre fuori posto. Vuole rivendicare il proprio spazio nel mondo, e lottare per liberarsi dalle zavorre di un passato sicuro (rappresentato dalla provincia e dal fidanzato storico) per abbracciare la propria natura caotica, che lei stessa arriva a definire simpaticamente un Cactus Vagante. È vulnerabile e terribile nella sua profonda onestà. 

Lucas è il suo opposto speculare e, allo stesso tempo, la sua anima affine. Ha segreti che non rivela facilmente, usa una maschera per mostrarsi al mondo e la sua corazza è più vera di quanto lo sia lui stesso, probabilmente, finché non cede alla fiducia e alla verità. È danneggiato dalla lotta interiore che lo rende un anima ferocemente ingabbiata in un'identità che non conosce. Si lega a Maya in un modo del tutto poco convenzionale e l'unica cosa che gli riesce bene è vivere la vita al massimo volume. È inafferrabile, eccentrico, magnetico, è profondamente tormentato, dalla A alla Z. 

Kiss me è pieno di respiri interrotti e di attimi in cui ti si bloccano le parole in gola. Sembra sempre sul punto di crollare tutto, e quel tutto è un disagio continuo proprio come lo è l'adolescenza. Però è anche una storia che oltre a ricordarti chi sei stato, ti mostra anche cosa sei diventato adesso. Una sorta di viaggio attraverso le vite altrui che ti quantifica quanto sia sbagliato scappare davanti alle difficoltà e quanto invece sia catartico affrontare QUALSIASI cosa, soprattutto le paure e le indecisioni, perché a dispetto del terrore che la confusione genera, soprattutto a quell'età, affrontare chi sei ti dimostra quanto puoi essere forte e che niente, ma davvero niente, può distruggerti, se non sei tu a permetterglielo.
Bruciate ogni etichetta.
E vivete la libertà e l'arrendevolezza di essere SENZA nome.

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