Buongiorno! Grazie alla collaborazione con la casa editrice Longanesi, oggi vi parlo di Mura Mura di Tommaso Scotti.
mura mura di Tommaso Scotti Editore: Longanesi Pagine: 224 GENERE: Narrativa Prezzo: 9,99€ - 18,60€ Formato: eBook - Cartaceo Data d'uscita: 2026 LINK D'ACQUISTO: ❤︎ VOTO: 🌟🌟🌟🌟
Trama:
Tutto ha inizio con un regalo insolito: un coupon che apre le porte di Kabukichō, il celebre quartiere «proibito» di Tokyo, anche negli ambienti solitamente preclusi agli stranieri. È così che l’autore si trova trascinato in un viaggio di una notte attraverso la Tokyo del piacere: eleganti hostess club e locali dalle stranianti atmosfere feticiste, fino ad arrivare al massimo della trasgressione di soapland e pink salon, questa avventura è in realtà la scoperta di una cultura di erotismo e sessualità (e non solo) sorprendentemente diversa da quella occidentale.
Ogni locale possiede codici, rituali e dinamiche proprie. Ogni spazio è una piccola scenografia, ogni incontro è un delicato equilibrio tra desiderio, cortesia e cultura e ogni esperienza racconta qualcosa di via via più profondo sulla complessità dell’immaginario erotico giapponese.
Nell’accompagnarci in questo viaggio, Tommaso Scotti offre uno sguardo ad ampio spettro, che racconta la società e la cultura nipponica attraverso approfondimenti storici e testimonianze dirette. Quel primo sopralluogo a Kabukichō infatti lo ha portato a condurre diverse interviste dando voce alle persone che lavorano in quel settore e alle loro ragioni. È il punto di partenza di un’indagine sociologica sulla cultura del desiderio attraverso la quale si scopre come il sesso, in un paese dove il matrimonio spesso è consensualmente sexless, possa diventare una forma di equilibrio sociale più che di trasgressione. Mura Mura esplora con rispetto e curiosità un lato nascosto del Giappone contemporaneo, smontandone cliché e stereotipi e offrendo a lettrici e lettori una chiave originale e profondamente efficace per comprendere un’intera civiltà.
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RECENSIONE
Tommaso Scotti in Mura Mura ci racconta di una città, Tokyo, così come non compare nelle guide turistiche o nei feed dei social media. Utilizza la narrativa come cavallo di Troia per un’analisi saggistica profonda della società nipponica contemporanea.
Il romanzo poggia su una struttura binaria per quanto riguarda i personaggi: da un lato i protagonisti-osservatori, dall'altro le figure femminili che popolano i locali.
Kenji Tanaka è il catalizzatore dell'azione. Un personaggio affascinante e contraddittorio, un nippo-romano che funge da ponte tra due culture. La sua schiettezza romana e la sua profonda conoscenza dei codici giapponesi lo rendono il Virgilio perfetto. Kenji incarna il paradosso del salaryman che trova un equilibrio separando radicalmente dovere, famiglia e desiderio.
Tommaso è il lettore. È il gaijin (straniero) acerbo che vive in Giappone ma ne vede solo la superficie. La sua evoluzione durante la notte non è tanto sessuale quanto cognitiva: impara a sospendere il giudizio e a osservare l'umanità dietro il prodotto.
Le Donne del Fūzoku (Saki, Akane, Mika, Sakura) sono figure estremamente preziose. Non sono stereotipi di vittime, ma individui con motivazioni concrete: dal debito d'amore (Mika) al pragmatismo economico per l'istruzione (Kaori e Sakura), fino alla terapia psicologica per superare traumi (Akane). Ognuna di loro mostra come il corpo diventi uno strumento di negoziazione con una società che offre poche vie di scampo.
Un tema portante è il concetto giapponese di gestire l'illegalità attraverso la forma. Il sesso è proibito, ma il "lavaggio del corpo" o il "libero amore" tra sconosciuti permettono di aggirare la norma. Questo rivela una società che dà più importanza alla preservazione della facciata (tatemae) che all'eliminazione del vizio.
Il romanzo affronta il dramma silenzioso delle coppie asessuate. Tommaso Scotti suggerisce che l'industria del piacere non prosperi solo per lussuria, ma per un disperato bisogno di attenzione, autostima e vicinanza umana, anche se mercificata. Attraverso i Tōyoko kids e il tachinbō, l'autore demolisce l'utopia del Giappone immacolato. Mostra che l'ordine estremo ha un costo umano: l'emarginazione brutale di chi non riesce a uniformarsi.
Il messaggio del libro è racchiuso nella metafora del quadro di Turner, La nave negriera: una scena che da lontano appare come un tramonto bellissimo, ma da vicino rivela corpi che affogano. L'autore ci invita a non guardare solo il tramonto (il fascino del Giappone) e a non inorridire solo per i corpi (la prostituzione), ma a comprendere il sistema che li tiene insieme.
L'invito finale è verso lo studio e la curiosità intellettuale. L'autore critica la "cultura del reel" e della superficie, esortando il lettore (e lo straniero in Giappone) a sporcarsi le mani con la realtà, a studiare la lingua e i codici per capire che ciò che appare "perverso" può avere una logica sociale profonda e radicata nella storia.
Mura Mura (termine onomatopeico che indica l'irresistibile impulso dell'eccitazione) riesce in un'impresa difficile: parlare di sesso senza essere volgare e di Giappone senza essere banale.
La riflessione più amara che il libro lascia è che in una metropoli da milioni di abitanti, l'industria del piacere è l'unico luogo dove molte anime solitarie riescono a sentirsi viste, anche se per soli sessanta minuti e dietro pagamento.
L'autore non assolve né condanna; si limita a sollevare il velo, lasciando che sia il lettore a decidere se quella "luce dei fiori" sia un raggio di speranza o l'ultimo bagliore di un sistema che consuma i propri figli.
Un'opera interessante per chiunque voglia davvero comprendere cosa batte sotto la corazza di cemento di Tokyo.

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