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lunedì 12 ottobre 2020

Recensione: CREDENCE di Penelope Douglas

Buongiorno! Oggi vi parlo di una lettura in lingua inglese di una delle autrici che preferisco. Credence di Penelope Douglas è una storia che ho apprezzato molto all'inizio, ma che poi è scaduta nel banale, facendomi ricredere. Nonostante ciò, ho amato come sempre, lo stile e l'intensità tipico delle sue storie.


credence

di Penelope Douglas
Editore: Selfpublishing
Pagine: 487
GENERE: Forbidden Romance
Prezzo: 3,59€ - 15,89
Formato: eBook - Cartaceo
Data d'uscita: 2020
LINK D'ACQUISTO: ❤︎
VOTO: 🌟🌟🌟½

Trama:
Three of them, one of her, and a remote cabin in the woods. Let the hot, winter nights ensue... Tiernan de Haas doesn’t care about anything anymore. The only child of a film producer and his starlet wife, she’s grown up with wealth and privilege but not love or guidance. Shipped off to boarding schools from an early age, it was still impossible to escape the loneliness and carve out a life of her own. The shadow of her parents’ fame followed her everywhere. And when they suddenly pass away, she knows she should be devastated. But has anything really changed? She’s always been alone, hasn’t she? Jake Van der Berg, her father’s stepbrother and her only living relative, assumes guardianship of Tiernan who is still two months shy of eighteen. Sent to live with him and his two sons, Noah and Kaleb, in the mountains of Colorado, Tiernan soon learns that these men now have a say in what she chooses to care and not care about anymore. As the three of them take her under their wing, teach her to work and survive in the remote woods far away from the rest of the world, she slowly finds her place among them. And as a part of them. She also realizes that lines blur and rules become easy to break when no one else is watching. One of them has her. The other one wants her. But he… He’s going to keep her.

RECENSIONE

Credence è uno degli ultimi romanzi pubblicati da Penelope Douglas, letto in lingua originale. Una storia che mi aspettavo diversa per certi aspetti e che mi ha lasciato un po' delusa. È un forbidden romance, perché racconta della storia d’amore e di sesso che la protagonista, Tiernan, intrattiene con Jake, il fratellastro del padre. E non solo. 

La ragazza, alla morte per suicidio dei suoi genitori, si trasferisce a casa dello zio, in mezzo alle montagne dove apparentemente non c’è assolutamente nulla. Si ritrova da sola, abbandonata e senza alcun affetto perché in realtà i genitori, ricchi e famosi, non l’hanno mai amata. Anzi, hanno sempre mostrato un grande amore per loro stessi e non si sono mai preoccupati della figlia, a tal punto che egoisticamente hanno deciso di togliersi la vita. Se non fosse per la segretaria del padre, che è l’unica che vuole bene a Tiernan, lei sarebbe davvero sola al mondo. – I miei genitori non mi amano. E non è colpa mia. 

Quando Jake le propone di andare a vivere con lui, Tiernan accetta perché pensa di non avere nulla da perdere. Non è una ragazza viziata, ma è sicuramente molto giovane, abituata alla solitudine e con la certezza di non meritare amore da nessuno. Quindi, quando giunge nella nuova casa, si trova davanti una vera famiglia: quella composta da suo zio e i suoi due figli, Kaleb e Noah. Inizialmente il rapporto con loro è molto difficile. Sono tre uomini, vivono liberamente, non si fanno alcun tipo di problema e sembrano non sopportare molto una donna nella loro casa. Inoltre sono tutti e tre dei veri libertini e sin da subito, Tiernan si troverà a fare i conti con donne mezze nude che passeggiano per casa. Piano piano, poi, le cose cominciano a sistemarsi. C’è più dialogo tra le parti e la protagonista inizia ad avvicinarsi proprio allo zio. 

Non mi hanno lasciato 
nemmeno un messaggio. 
Anche adesso, non hanno niente da dirmi.

Tra i due c’è un’attrazione molto forte che Jake, nonostante l’evidente differenza di età, fa molto poco per tenere sotto controllo. C’è da dire che Tiernan è una ragazza libera, che si approccia a Jake in modo del tutto naturale e innocente. Non ha secondi fini con lui, nonostante la passione sia pronta per scoppiare. La famiglia però non è composta solo da loro, ma anche da altri due uomini. Noah è quello più divertente, dolce, romantico, quello che s’innamora subito di Tiernan tentando più volte di avvicinarsi a lei. La ragazza, dal canto suo, non è immune neppure al suo fascino e i rapporti diventano sempre più articolati e complicati da gestire. – Lui è così caldo. Loro sono caldi. Tutto è caldo qui. Infine, non dimentichiamoci di Kaleb. L’ultimo dei fratelli, messo un po’ da parte all’inizio del libro, infatti non compare se non molti capitoli dopo. La sua è una presenza fantasma. Infatti non c’è nessun capitolo che racconta dal suo punto di vista se non verso la fine perché Kaleb è muto. Non parla da quando era bambino perché ha subito uno shock molto grave che ha toccato aspetti fondamentali della sua psicologia di bambino. Sembra vivere per conto suo, non ha molti rapporti con le persone, seppur abbia un legame davvero speciale con il fratello, soprattutto riguardo alle donne. E se lo leggerete, capirete il perché. – Ha deciso di non dare più nessun pezzo di sè. La gente ferisce.

Credence è una storia leggera, ironica, che in alcuni punti affronta anche tematiche importanti come quelle del suicidio, dell’abbandono, del concetto di amore. Mi aspettavo qualcosa di diverso. È troppo superficiale, mentre avrei aggiunto molta più disperazione anche nel rapporto tra i personaggi. 
E poi, lasciatemelo dire, c’è troppo sesso. Io non amo particolarmente le scene di sesso gratuite in un romanzo. Ci devono essere, ma con giusta causa, ancor meglio se condite da una buona dose di angst, che rende tutto più tormentato e sofferto. Qui ho trovato sesso da vendere, anche quando non era necessario. Spesso fuori luogo e ripetitivo. Ha abbassato l’asticella del voto perché poteva essere sostituito da qualcos'altro che rendesse la storia più indimenticabile. 

Appartieni a noi. Pagheremo 
per tutto ciò di cui hai bisogno.

Non posso negare che i personaggi siano belli, costruiti in modo intenso e coinvolgente, ma la storia è molto semplice. Ad esempio non viene considerata assolutamente la storia dei genitori di Tiernan. La motivazione del suicidio che è un aspetto fondamentale all’inizio, perché da esso dipende lo stato d’animo della ragazza e il suo viaggio a casa dello zio, diventa sempre meno importante, fino a non essere più menzionato oltre la metà del romanzo. 

Non ho amato particolarmente Tiernan. È una ragazza che ha subito atteggiamenti di mancato affetto da parte dei genitori; si è sentita esclusa dal loro rapporto esclusivo e abbandonata anche quando erano ancora in vita e questo ha fatto sì che sviluppasse un carattere particolare. Lei non prova grandi emozioni, la stessa morte dei genitori appare come un evento poco rilevante. Lo supera senza lacrime e senza dolore. Altresì, si avvicina a Jake, che le ricorda il padre, proprio perché sente nel profondo questa mancanza di affetto sin da bambina che la porta a cercare continuamente l’attenzione e l’amore prima dell’uomo più grande della casa e poi anche degli altri due uomini che pendono dalle sue labbra.  – Tutti ti vogliono. Ma questo è il nostro momento.
Sia Noah che Kaleb, pur avendo due caratteri completamente diversi, amano a loro modo Tiernan e la vogliono per sè. Ognuno di loro agirà secondo ciò che ritiene più giusto per conquistarla e tutti avranno, in un modo o nell’altro, una parte di lei. 

Tutti pensiamo al suicidio, anche solo per un minuto. E la causa è sempre la stessa: 
la solitudine.

Credence è un romanzo abbastanza lungo, che si lascia leggere con un certo interesse. Ho apprezzato molto l’inizio, ma poi, quando ho capito che stava scadendo nel banale, ho perso molto del mio entusiasmo. Tra i tre uomini della casa, Tiernan ne sceglierà uno, ma sarà una decisione molto sofferta, che la condurrà a doversi scontrare con le proprie paure e la veridicità dei propri sentimenti. 
Un finale scontato, molto mieloso, che avrei effettivamente evitato, e che accontenta sicuramente le più romantiche, un po’ meno chi come me cerca sempre il colpo di scena, prima, durante e dopo. 
Insomma, sempre.

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